MORENO PIVETTI ARCHITECTURE
Convegni
La riabilitazione del tessuto produttivo rurale tra memoria e continuità
Esempi realizzati: da un osservatorio di architetti
Architetto Moreno Pivetti
Abstract
Il territorio ferito dallo sciame sismico del maggio 2012 è caratterizzato da una dinamica plasticità del costruito operante a vari livelli, sovrapposti e talvolta intersecantisi. Da un lato, una capillare manifattura di piccole e medie imprese sigla diffusamente le periferie urbane, rappresentandone, per certi versi, la matrice dominante. L’altro volto della realtà produttiva emiliana, invece, è dato da una moltitudine di imprese agricole che operano sul territorio aperto, manutenendolo e plasmandolo in base al fluire delle stagioni. L’operare sulla terra ha col tempo maturato matrici insediative sedimentatesi in vere e proprie ‘strutture-documento’, le cui emergenze precipue sono date dalle corti rurali, aggregazioni di blocchi specializzati per singole funzioni.
A seguito del sisma, un efficace tessuto normativo regolante i criteri della ricostruzione sta salvando il tessuto produttivo rurale e non dagli archivi dell’archeologia, riabilitandolo e rinnovandolo.
Nel presente intervento sono esposti alcuni casi studio realizzati o in corso di ultimazione, rappresentativi delle situazioni presentatesi, rapportate a diversi livelli di danno e condizioni di vincolo. Ciascuna specifica situazione ha guidato l’intervento
progettuale, con l’obiettivo di adeguare gli edifici alla normativa antisismica ma anche alle esigenze del lavoro e dell’abitare contemporanei. Così, di fronte a livelli di danno consistenti e a strutture di scarsa rilevanza architettonica si è optato, pur in presenza di vincoli paesaggistici, alla ricostruzione dell’edificio, meglio inserito nel contesto di riferimento ed attrezzato con spazi più flessibili alle odierne dinamiche produttive.
Al cospetto di edifici sottoposti al vincolo di “fabbricato rurale” o di “particolare pregio storico-architettonico e testimoniale”, invece, l’intervento ne ha ripristinato l’involucro, conservandone il valore documentale, senza tuttavia rinunciare laddove possibile ad una nuova configurazione interna, adattabile e flessibile all’uso.
In generale, ogni evento sismico ripropone impietoso il seguente dilemma: ricostruire “com’era e dov’era”? Con spirito di adeguamento o contrapposizione, imitazione o contrasto? La riflessione è aperta: ricostruire e/o trasformare ma, anzitutto, conservare e reinterpretare i valori culturali identitari del territorio, affinchè l’uomo non cancelli ciò che non ha distrutto il terremoto.
Moreno Pivetti
Moreno Pivetti
La riabilitazione del tessuto produttivo rurale tra memoria e continuità



