Moreno Pivetti

Restauro ex Opificio

“Il Castello”

MORENO PIVETTI ARCHITECTURE

Restauro e riuso dell’ ex opificio

“Il Castello”

La’ dov’erano i canapai

L’edificio oggetto di intervento costituisce la sezione abitativa e produttiva della corte storica denominata “Il Castello”, ubicata lungo il confine storico-giurisdizionale tra le municipalità di Bondeno e Finale Emilia, là dove l’Alto Ferrarese sfuma nelle Valli Modenesi, “terra di frontiera” dai precari equilibri idraulici.

L’intervento ha riguardato il recupero del poderoso edificio baricentrico alla corte,

lungo cento metri e risolto nella distesa trenodìa di 8 moduli laterali accorpati da 5 ‘aeree’ arcate centrali.

Il progetto di ripristino e valorizzazione dell’ex opificio ha unito agli aspetti del rafforzamento e miglioramento sismico delle strutture quelli riguardanti la rilettura critica del testo materiale, al fine di restituirne la semantica del palinsesto costruttivo.

Il carattere unitario dell’edificio ha suggerito di indossare i guanti dell’omeopata, recuperandolo in esterno alla sua immagine armonica e ricavandovi all’interno usi ad esso compatibili e non invadenti.

La soluzione strutturale rifiuta di esibirsi per armonizzarsi silente all’architettura.

Il giusto rispetto per i valori ambientali, anche i più prosaici, porta il progetto a svilupparsi quasi esclusivamente all’interno del volume, svuotandolo e riconfigurandolo; all’esterno è concesso soltanto qualche piccolo “colpo di bisturi”, quello necessario a restituire la storia dell’edificio.

Disegni 

All’interno dell’involucro sono stati ricavati vuoti a doppia, tripla altezza, con viste ed affacci multipli, senza tuttavia snaturare la quota di impalcati e finestre ‘ritrovate’.

Dal poggiolo-studio ricavato nel soppalco si dominano gli spazi liberi entro i quali si inerpica la scala e si sviluppa il soggiorno. Dai rispettivi impalcati, attraverso le finestre esistenti e quelle ad arco riaperte si ha una vista lunga sulla campagna infinita.

Il parziale svuotamento dei volumi interni consente l’amplificazione degli spazi, in profondità ed in altezza, conferendo il senso di un’abitazione comoda, niente affatto costretta dalla tirannìa di quei miseri quattro metri rappresentati dall’effettiva larghezza dei locali a disposizione.

 

Moreno Pivetti, Architetto